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Malati di salute.
Venerdì 16 Marzo 2012 15:36
Dott. Alessandro Lanzani
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ID Articolo: 178

Malati di salute.
Sanità sempre più costosa e la qualità non migliora. Il rapporto Censis
Il 15 marzo è stato presentato il rapporto del Censis: “Quale sanità dopo i tagli ? Quale futuro per le risorse in Sanità ?” le cifre sono impressionanti.
113 miliardi di euro di spesa pubblica (pari al 7,3% del Pil); 31 miliardi di euro di spesa privata per un totale tra spesa pubblica e privata per la salute superiore al 9% del Pil.
La spesa farmaceutica totale è di 19 miliardi con un aumento del 20% dal 2000 al 2010.
Il rapporto del Censis e i commenti del mondo politico concorrono a segnalare la necessità di un contenimento della spesa, di una razionalizzazione della spesa, e più o meno esplicitamente di un progressivo trasferimento della spesa dalla quota pubblica a quella privata.
Salute, prevenzione e malattia.
Pochi o nessuno affronta invece alla radice il problema. Che cosa è salute ? e che cosa è malattia ? e soprattutto perchè da un po’ di anni il “rischio” di ammalarsi è stato trasformato in una vera e propria malattia. Con la parola magica prevenzione si identifica la necessità di esami in funzione di una diagnosi precoce. In questo modo la salute piano piano si trasforma attraverso la prevenzione in malattia. Siamo tutti malati di salute.
Ad esempio, nel rapporto del Censis e nei commenti non si segnala che l’aumento del costo farmaceutico di questi anni è dovuto in massima parte all’ingresso sul mercato delle Statine per diminuire il colesterolo. Solo questi farmaci pesano per circa 4 miliardi. Più il costo del continuo monitoraggio del colesterolo.
E’ chiaro che, se in questi contesti, non si aggiunge l'informazione che il primo farmaco per la riduzione del colesterolo è l’attività fisica e a seguire la dieta, allora non si riuscirà mai ad uscire dalla condizione di progressivo aumento di costi e privatizzazioni. Tra l’altro con benefici inferiori di quelli ottenibili con attività motoria e alimentazione adeguata.
Il rischio.
In nome del rischio di ammalarsi si abbassano progressivamente i parametri “normali” di colesterolemia, glicemia, pressione arteriosa e cosi via di quasi tutti i parametri biologici. In questo modo prendendo a pretesto un eventuale rischio o malattia si riempie la vita delle persone di esami di monitoraggio con frequenze inutili, che peggiorano la qualità della vita quotidiana delle persone. Esami che infine risuiltano insostenibili per le tasche pubbliche e private dei cittadini.
Big Pharma
Il dominio di “malattia” è saldamente nelle mani delle multinazionali farmaceutiche “ Big Pharma “ che risponde al profitto dei propri azionisti estendendo il “dominio di malattia”, e riducendo il “dominio di salute” attraverso un uso improprio del concetto di “rischio” e di “prevenzione”.
Tutto è basato su un monitoraggio sempre più invasivo e quasi nulla è lasciato al cambiamento degli stili di vita che sono gli unici a generare vera prevenzione.
Stili di vita come prevenzione
L’Organizzazione Mondiale della Sanità sancisce che il sedentarismo e la malnutrizione da eccesso sono le concause più importanti di quasi tutte le patologie croniche che affliggono il mondo occidentale: diabete, ipertensione, obesità, aterosclerosi, osteoporosi. In una definizione: la sindrome metabolica. Ma queste affermazioni scientifiche, confermate da una mole impressionante di dati, sono di fatto soccombenti rispetto ad un agire del mondo sanitario culturalmente nelle mani di Big Pharma, che investendo circa 300 miliardi di dollari anno in marketing, sponsorizza congressi, edita pubblicazioni, finanzia ricerche di cui controlla ed elabora i dati.
L’attività motoria praticata con regolarità può davvero adempiere ad una funzione di prevenzione e così anche un regime alimentare più leggero orientato ad un maggior consumo di nutrienti vegetali piuttosto che animali.
I centri fitness come luoghi di attività motoria e prevenzione.
E qui siamo arrivati al punto, l’attività motoria è centrale nel miglioramento della qualità della vita ma non ha i giusti sponsor. L’attività motoria dei sedentari non è solo prescrizione medica è soprattutto alfabetizzazione motoria dei soggetti sedentari. Il sedentario non riconosce i messaggi del suo corpo, non ha le informazioni di base e spesso non conosce movimenti gesti. Il ruolo dei centri fitness e dei personal trainer in particolare è quello del “mediatore culturale motorio”: applica i concetti base dell’attività fisica al soggetto sedentario e personalizza regole generali a misura delle infinite singolarità dei clienti.
Ma per fare questo non basta il diplomino, l’etichetta sulla maglietta e il marketing e la pubblicità del centro fitness. E’ necessaria una crescita culturale di tutto il settore, manager, direttori tecnici, venditori, personale tecnico. Non è più il momento delle macchine, degli arredi, delle ultra-strategie di vendita. E’ il momento del servizio alla persona fatto da persone qualificate.
Alessandro LanzaniMedico specialista in medicina dello sport , ortopedia.
Direttore della scuola di professione fitness e direttore scientifico di www.fitmededu.com